Comune di Montecarlo - Lucca

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MONUMENTI
Chiesa Collegiata di S.Andrea
La chiesa del nuovo borgo, nella quale si trasferì l'intitolazione a S.Andrea della vecchia chiesa di Vivinaia, venne costruita fra il 1332 e il 1334, data in cui le venne conferito il fonte battesimale in deroga ai privilegi della pieve di S. Piero in Campo, che finì nel 1408 per venire rimpiazzata in titolo e rendite dalla nuova chiesa. L'edificio, sostenuto nella parte absidale da forti costruzioni dovute al ripido crinale collinare, era originariamente più basso, come si rileva facilmente dal diverso colore del paramento in laterizio della facciata, che insiste su di una base in pietra che fascia la chiesa nella parte inferiore. Essendo la costruzione più alta del paese, si impedì per statuto a chiunque di salire sul tetto della chiesa affinché nessuno potesse guardare dentro la Fortezza; gli stessi motivi di sicurezza militare costrinsero a costruire un campanile basso come la facciata, che venne sostituito dall'attuale solo nel 1903 su disegno dell'architetto Giulio Bernardini; esso raggiunge quasi i 39 metri e vi trovano posto una campana cinquecentesca e due del '700. La facciata era ornata originariamente da una tettoia, appoggiata sulle paraste visibili ai lati, e fu poi sostituita da un portico che si allargava sulla piazza. continua >>
La Fortezza
All'estremità Nord della Collina di Montecarlo sorge la Fortezza, massiccia costruzione costituita da differenti nuclei che in epoche diverse furono riuniti nello stato attuale.
Sin dalla fine del tredicesimo secolo, sulla parte più elevata della collina, venne eretto il massiccio torrione semicircolare, che ancora oggi è ammirabile nella sua struttura compatta di pietre ben squadrate e sovrapposte sino alla potente merlatura del coronamento. Il maschio fu per un certo tempo isolato, e costituì il primo nucleo della futura rocca del Cerruglio. Ne è chiaro testimone lo stemma del Comune di Lucca sovrapposto all'architrave di ingresso al Torrione che, come soleva farsi in simili tipi di costruzioni, era sollevato da terra diversi metri per permettervi l'accesso con il solo aiuto di una scala retraibile dagli occupanti.
In epoca castrucciana (XIV sec.) alla torre semicircolare furono aggiunte altre due toni quadrate collegate con il maschio da cortine di conci e pillori di fiume. Da quel fortilizio a forma di triangolo, mossero i cavalieri di Castruccio Castracani e di Azzo Visconti la mattina del 23 settembre 1325 per affrontare le schiere dei fiorentini nella celebre battaglia di Altopascio, vinta da questi ultimi. Ed in quel triangolo fortificato, prima della costruzione del castello di Montecarlo, si asserragliarono nel 1328 le ottocento lance teutoniche che, non pagate dall'Imperatore Lodovico il Barbaro, si costituirono in compagnia di ventura sotto il nome di S. Giorgio. Al comando del Duca Enrico di Brunswich-Grubenhaugen si fecero padroni di Lucca, chiamandone signore Marco Visconti, che fu ad un tempo loro capo e prigioniero.
Istituto Pellegrini Carmignani
All'inizio della via Roma, fra la Piazza della Fortezza e quella della Chiesa, si trova uno dei più vasti edifici di Montecarlo. L'Istituto Pellegrini-Carmignani, attualmente dipinto di colore bianco, già Monastero delle suore Clarisse, è oggi sede della Biblioteca Comunale, dell'Archivio storico e corrente del Comune, nonché diverse associazioni paesane.
Accessibile a tutti i visitatori è la piccola chiesa del convento, con ingresso in via Roma, intitolata a S. Anna (con il simpatico sovrastante coretto), e l'ex- chiostro del monastero oggi trasformato in giardino pubblico. Di particolare interesse, ma non accessibili, all'interno dell'edificio sono il dipinto cinquecentesco della Madonna del Soccorso presso la filiale della Cassa di Risparmio, le cantine del Monastero e l'archivio storico della comunità di Montecarlo, che fino al 1881 comprendeva anche le frazioni di Altopascio, Marginone e Spianate. Il progetto di edificare un monastero di clausura era maturato, a Montecarlo, fra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo, sull'onda della rinascita religiosa sollecitata dal Concilio di Trento. La fabbrica fu iniziata nel 1610, su disegno dell'Architetto fiorentino Gherardo Mechini, e terminata quattro anni dopo; la Casa venne affidata alle clarisse fatte venire a Montecarlo dal monastero di Fucecchio. Fra il 1626 ed il 1646 il monastero fu ingrandito con l'inserimento del fabbricato fino allora residenza dei Vicari (Palazzo Pretorio) trasferitisi in uno stabile posto all'inizio della parte sinistra della via Roma, Palazzo Guiduccini oggi di proprietà Fantozzi.
Le Clarisse restarono a Montecarlo fino al 1810, allorché le leggi napoleoniche soppressero la comunità religiosa, che venne dispersa. Il fabbricato posto all'asta, venne successivamente riscattato e destinato, grazie ad un generoso lascito della nobildonna Anna Pellegrini Carmignani, a Conservatorio con scuola elementare e di lavoro per l'educazione religiosa e civile delle fanciulle del Comune di Montecarlo. Affidato all'amministrazione di una deputazione laica è stato gestito, fino ad alcuni anni fa, dalle suore francescane delle Stigmate che hanno lasciato nella popolazione montecarlese un indelebile ricordo affettuoso.
Di particolare suggestione l'antico pozzo del cortile, qui perse la vita, in una buia notte di fine ottocento , una giovane monaca afflitta, si narra, da pene d'amore.
Pieve di San Piero in Campo
La chiesa di S. Piero, il cui primo documento risale all'anno 846, viene chiamata in Campo in un altro documento del 913, con riferimento alla sua ubicazione tra i due torrenti di nome Pescia, tra l'uno e l'altro dei quali allora essa si trovava. Intorno a questa pieve, che aveva larga giurisdizione sui paesi vicini comprendendo anche Vivinaia e poi Montecarlo, sorse un borgo che sappiamo ebbe un Podestà, ma che andò distrutto dalle truppe di Uguccione della Faggiola, nelle vicende belliche del primo trentennio del sec. XIV: gli abitanti del piccolo paese andarono ad abitare dopo non molti anni in Montecarlo, ove, ancora alla fine del '300, i documenti dicono che essi conservavano memoria delle vie e delle persone dell'antico centro. La visita pastorale del Vescovo di Lucca nel 1383 trova la pieve "situata in luogo deserto e del tutto distrutta con tutti i suoi edifici per le guerre che ci furono da quelle parti". continua >>
La Chiesa di S.Anna
La piccola chiesa presso il Monastero delle Clarisse in Montecarlo fu costruita dal 1610 al 1614 sul retro del Palazzo Pretorio, su disegno dell'architetto fiorentino Gherardo Mechini incaricato per volontà del Granduca di Toscana Cosimo II. Aperta al culto insieme al Convento il l° maggio 1614, fu intitolata alla madre di Maria, Sant'Anna, ed officiata grazie ad un beneficio ecclesiastico della famiglia Bernardini. Al suo interno non vi si trovano attualmente opere d'arte. Nel passato vi era custodita la tavola a tempera eseguita nel 1434 da Francesco Anguilla, raffigurante la Madonna seduta in trono con il bambino sul braccio sinistro, che oggi potete ammirare presso il Museo della Cappella del Rosario nella Collegiata di S. Andrea.
Nella chiesa, fino alla fine del XVIII secolo, venivano sepolte le monache del Convento di clausura. Nello stesso periodo le monache progettarono la costruzione di una nuova e più grande chiesa da situarsi sul fianco del Convento nella piazza della Fortezza, ma le soppressioni napoleoniche resero vano questo proposito.
Nella chiesa viene officiata tutte le sere la S. Messa alle ore 18.00.